Cattedrale

Il Paradiso in Cattedrale

"visita ravvicinata alla cupola a oltre 20 metri d'altezza grazie a speciali impalcature dotate di ascensore"

Una massiccia cattedrale romanica aggrappata alla terra, per la prima volta offre un accesso diretto al Paradiso, ed è un Paradiso gioioso e giocoso, sonoro e dorato. Abitato da una folla di santi e divinità, angeli efebi e musicanti che circondano la Vergine che, su una nuvola trasportata e sollevata sale a braccia spalancate verso il Figlio che scende ad accoglierla. Mentre nei pennacchi grandi conchiglie madreperlacee accolgono e avvolgono i Santi protettori della città. Il tema liturgico era teologicamente importante e civicamente centrale(l’intera città infatti era posta sotto la protezione della Vergine), ma Correggio, tra il 1526 e il 1530, lo risolve in modo stupefacente e/o scandaloso.
Stupefacente per quegli effetti scorciati che accentuano illusionisticamente e ulteriormente l’altezza della cupola, scandaloso per quell’agitarsi incessante di gambe, glutei, braccia di adolescenti che cerchino di tenersi a galla sospesi sul gran vuoto della navata, ma a vista sul popolo dei fedeli con gli occhi all’insù.
Come gli Apostoli che, enormi e massicci sul bordo ottagonale del tamburo, scoprono il sepolcro vuoto della Vergine e, stupefatti, assistono alla sua Assunzione. Così, estremo gesto virtuosistico, la chiesa stessa si trasforma nel sepolcro. L’andamento turbinoso e concentrico, dei corpi e delle nuvole in questo Paradiso audacemente affollato di corpi più che di anime, di corpi giovani e seducenti, in alcuni casi nudi (Eva, gli angeli musicanti ecc.) attrae, fagocita e inghiotte lo spettatore estatico. Ma nello stesso tempo risulta così lontano dall’idea, consueta e tardomedievale, di un Paradiso gerarchicamente e teologicamente immobile, serenamente indifferente alle passioni e ai moti, delle membra e del cuore, da indurre scandalo appunto, specie nei fabbricieri.

 
Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica

Prenota il tuo biglietto

Progetto universitario